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La CERTIFICAZIONE ENERGETICA: quando non è obbligatoria, costo e sanzioni

Cos’è e quando è obbligatorio l’attestato di prestazione energetica
L’attuale normativa prevede l’obbligo in caso di locazione e vendita dell’immobile, ma vi sono tuttavia casi particolari. 
Ma a cosa serve l’Ape, quando è obbligatorio e quando no, quali sono le sanzioni previste per chi omette di allegare al contratto di locazione o di vendita la suddetta certificazione energetica?
L’attestato di prestazione energetica (o Ape) è un certificato redatto da tecnici abilitati per stabilire qual è il consumo energetico di un immobile, sia esso residenziale o commerciale. Se si desidera vendere o locare un immobile, il proprietario è tenuto a far redigere dai professionisti abilitati l’attestato di prestazione energetica. Si tratta di un documento che dura un massimo di 10 anni dalla data di emissione, con il quale vengono descritti consumi e prestazioni energetiche dell’immobile.
L’Ape classifica gli immobili in una scala che va da A e G così strutturata:





Le linee guida per la certificazione…
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In questo difficile momento storico, che ci accomuna e ci permette di riflettere sulle scelte del nostro futuro, noi di BENIMMOBILI IMPRESA siamo convinti che la prossima ripresa economica, in tutto il mondo, debba essere fondata sui principi di un atteggiamento ETICO da parte di ogni individuo.


Tutte le realtà aziendali, i Governi ed ogni singola persona lavorativamente attiva, dovranno dare il proprio contributo ad un mondo che troveremo cambiato e che dovrà pertanto trasformarsi. Non più solo “profitto” quindi, ma anche norme etiche e socialiquali sostenibilità ambientale, redistribuzione della ricchezza, onestà, integrità, etica del lavoro.



BENIMMOBILI IMPRESA crede in questo tipo di ripresa economica e vuole dare il suo piccolo contributo in tal senso, già da oggi, attivando un

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I passi per individuare l'immobile adatto alla tua Attività

Come individuare l’immobile adatto alla tua attività
Individuare l’immobile adatto per una specifica attività aziendale non è sempre un compito facile. Anzi.

L’imprenditore è spesso focalizzato su quello che è il suo core business e può cadere facilmente vittima della giungla burocratica che circonda le destinazioni d’uso e le categorie catastali degli immobili stessi.

Nella fase iniziale di ricerca, tranne che per le categorie più ovvie come piccoli negozi e botteghe, è sempre più essenziale affidarsi ad un’agenzia di mediazione altamente specializzata negli immobili non abitativi.  I consulenti immobiliari scelti sapranno guidare il processo di ricerca, affiancando passo per passo l’imprenditore e riconosceranno subito i momenti chiave della ricerca, in cui si renderà necessario ricorrere alla consulenza tecnica di studi professionali, limitando così perdite di denaro inutili e infruttuose.

Vediamo nel dettaglio le principali categorie catastali per immobili ad uso diverso dall’abitativo

La tassazione nelle Cessioni Immobiliari di Immobili Non Residenziali

Quando si sta valutando l’acquisto di un capannone, un ufficio o un negozio, è bene ricordare che la tassazione sulla compravendita degli immobili strumentali è ben diversa dal settore abitativo. E’ buona norma porsi alcune domande, ad esempio:
Quali sono le imposte da pagare per la cessione/acquisto di immobili strumentali? A quanto ammonta l’imposta di registro se la vendita è effettuata da un privato? Quando la cessione è esente IVA o imponibile per obbligo o opzione?
Ecco alcune utili informazioni per capire la tassazione indiretta nella cessione di fabbricati strumentali.
Il mercato immobiliare dell’impresa è caratterizzato da diverse tipologie di operazioni di compravendita, che possono essere soggette, a seconda dei casi, al regime di esenzione o di imponibilità IVA, in base alla tipologia di fabbricato oggetto di vendita e dalla possibile opzione per l’imponibilità IVA esercitata dal venditore.
La cessione di fabbricati strumentali è disciplinata, ai fini delle imposte indirette, …

La Cedolare Secca per i Negozi post "Legge di Bilancio 2020"

Novità in merito alla Cedolare Secca Commerciale dopo la Legge di Bilancio 2020.
Nessuna proroga della tassazione agevolata per le locazioni dei negozi di proprietà dei privati. La Legge di Bilancio 2020 esclude il rinnovo della tassazione agevolata del 21%.
Nonostante nell’ultima parte delle discussioni della Legge di Bilancio 2020 sembrasse esserci speranza, è ormai cosa certa il mancato rinnovo della possibilità di aderire alla flat tax del 21% per i privati che affittano negozi e botteghe.
L’ultima chance è stata data ai proprietari di locali commerciali di categoria C\1 che hanno stipulato un contratto d’affitto entro il 31 dicembre 2019. In tal caso, resta garantita la possibilità di accedere alla tassazione ridotta del 21%, in sostituzione delle ordinarie e più severe aliquote Irpef, con 30 giorni di tempo per registrare il contratto (anche con decorrenze più dilatate nel tempo).
A partire dal giorno 1 gennaio 2020, invece, si è chiuso definitivamente il sipario sulla Cedolare S…

Il REVERSE CHARGE nelle Cessioni Immobiliari

Il "Reverse Charge"nelle cessioni immobiliari
Il reverse charge (o “inversione contabile”) è un  metodo di applicazione dell’IVA che consente di effettuare l’inversione contabile dell’imposta sul valore aggiunto direttamente sul destinatario della cessione del bene o della prestazione di servizio. Questo metodo permette, quindi, di far ricadere gli obblighi IVA sul destinatario della cessione dell'immobile o della prestazione del servizio immobiliare. 

Anche le cessioni di fabbricati abitativi e strumentali effettuate dalle imprese possono essere assoggettate ad Iva con il Regime dell’Inversione Contabile "Reverse Charge".
Secondo la lett. a-bis), contenuta nell’articolo 17, comma 6, D.P.R. 633/1972, si assoggettano al meccanismo del “Reverse Charge” tutte le cessioni di fabbricati, abitativi e non, che risultano imponibili ai fini Iva per opzionee non per obbligo (ovvero per le quali il cedente è tenuto all’assoggettamento al tributo seguendo i metodi tradizional…